ANATOMIA RECLINATA

Rispetto alle tradizionali biciclette a postura eretta che, con qualche leggera variazione, presentano tutte più o meno le stesse caratteristiche di base, dalla bici da passeggio senza cambi al top di gamma per competizioni, le reclinate offrono una varietà di geometrie e di soluzioni impressionante, cosa che se da una parte le rende strumenti molto più adattabili all'uomo dall'altra può essere un ostacolo alla loro diffusione, visto che senza le adeguate conoscenze la scelta del mezzo adatto alle proprie esigenze diventa più difficile e quindi più facile il rischio di delusione. Sperando di essere esaustivi le reclinate si possono distinguere in base a:

  1. la posizione del sedile rispetto alle ruote
  2. la posizione del movimento centrale (pedivelle) rispetto alla ruota anteriore
  3. la posizione del manubrio
  4. il tipo di trazione anteriore o posteriore
  5. le dimensioni delle ruote
  6. il numero delle ruote

Ai neofiti che abbiano intenzione di avvicinarsi a questa realtà consigliamo vivamente di leggersi bene vantaggi e svantaggi delle diverse geometrie, in modo da saper bene cosa cercare se si volesse acquistare una reclinata o anche solo provarla.
Le reclinate sono bici più comode e veloci delle loro sorelle "in piedi", oltre che più versatili data la enorme possibilità di variazioni nella geometria. Il loro baricentro basso e il passo mediamente più lungo le rendono anche più sicure: è più difficile cadere e se si cade è difficile battere la testa.
Questo per quanto riguarda il paragone con le bici "normali", per quanto riguarda le differenze tra i diversi modelli di reclinata in linea di massima si può dire che:

  • angoli di seduta più orizzontali diminuiscono l'attrito areodinamico ma riducono il campo visivo; richiedono inoltre un tempo di apprendimento più lungo per chi non è mai salito su una reclinata;
  • sedute più erette consentono un apprendimento più veloce e consentono di restare meglio in contatto oculare con gli automobilisti;
  • se si pensa di fare tanta salita è meglio prestare attenzione alla posizione del movimento centrale rispetto al sedile: il primo deve essere almeno alla stessa altezza del secondo. Se è più basso è facile ritrovarsi con il mal di schiena;
  • se si predilige la velocità alla comodità, cercare dei modelli con sterzo sopra il sedile. Se si predilige la comodità è più adatto lo sterzo sotto, che però all'inizio può dare un senso di maggior esposizione al pericolo;
  • la trazione anteriore è di più facile gestione e comporta meno dispersione nella trasmissione, ma comporta difficoltà nelle salite (perdita di aderenza della ruota motrice) e può causare perdita di contatto tra piede e pedale;
  • passi "lunghi" (oltre i 120 cm) danno più stabilità nelle curve, il che vuol dire che bisogna frenare di meno;
  • passi corti consentono di districarsi meglio in spazi stretti e/o affollati e su fondi sterrati e irregolari, ma bisogna prendere le curve con un po' più di prudenza (comunque sempre meno che con le bici tradizionali)