CRUZBIKE, LA NUOVA FRONTIERA
DELLA TRAZIONE ANTERIORE

Giugno 2008

Di solito si pensa alle reclinate come a dei mezzi poco adatti a chi non è abituato a pedalare. Questa convinzione ha senz'altro dei fondamenti indiscutibili: gli alti costi legati ai bassi numeri di produzione, le difficoltà di apprendimento (minori comunque di quelle che ci si aspetta prima di provarle) che comporta una posizione di pedalata completamente diversa da quella alla quale si è abituati fin dai tempi della scuola materna, la catena chilometrica che se non si sta attenti lascia inevitabilmente tracce di unto ovunque.

Non si pensa mai però che potenzialmente la posizione che si assume su una reclinata possa essere molto gradita a chi solitamente evita le biciclette per tutti i problemi causati dal sellino stretto, dall'essere costretti a stare piegati in avanti sul manubrio, dal vento contrario che può rallentare moltissimo la marcia.

Basterebbe quindi prevedere delle geometrie di reclinata più "beginner-friendly" di quelle andate di moda fino ad ora e destinate ad un pubblico di appassionati sperimentatori di nuove frontiere. Questo significa:

  • angolo di seduta più verticale che garantisca una posizione più simile a quella che si tiene su una bicicletta "normale", facendo passare in secondo piano, visto che ci si rivolge a chi non pensa assolutamente a correre il Tour, gli aspetti aerodinamici;
  • catena più corta per evitare eccessivi insozzamenti di pantaloni (durante la pedalata) e mani (mentre la si carica sul portabici), quindi trazione anteriore;
  • telai prodotti in serie.

Quest'ultimo punto è sempre stato la nota dolente e irrisolvibile: date le dimensioni dei volumi di vendita non era possibile arrivare a dei numeri di produzione che consentissero un abbattimento dei costi che portasse il prezzo al dettaglio di queste biciclette a dei livelli quanto meno paragonabili a quelli delle biciclette tradizionali.

Cruzbike, un produttore USA di reclinate sul mercato da qualche anno, ha sviluppato questi concetti, traducendoli in una linea di modelli che rispondono alle esigenze di chi vorrebbe provare a pedalare reclinato senza spendere un capitale e senza fare centinaia di chilometri prima di acquisire la coordinazione necessaria a controllare in scioltezza il mezzo.

La produzione è iniziata con un kit di conversione per trasformare una mountain bike biammortizzata con telaio ad y in reclinata. Un lavoro che è sempre stato fatto "in casa" da appassionati del settore è stato trasferito così su scala industriale. In questo modo si è aggirato l'ostacolo degli alti prezzi delle produzioni artigianali dei telai reclinati. Il kit, dal costo contenuto, è composto di un sedile e di un set di tubi in acciaio che si applicano alla forcella anteriore e al montante del manubrio, che servono a ospitare il movimento centrale, che resta quello della bici originale, così come pedivelle, guarnitura, catena, pacco pignoni etc. La ruota posteriore viene portata davanti e quella anteriore dietro in modo da ottenere una reclinata a trazione anteriore. Il sellino viene sostituito dal sedile che si colloca nel punto più basso della parte centrale del telaio, assicurato al tubo del sellino che serve da ancoraggio.
L'operazione di trasformazione è completamente reversibile. Questo vuol dire che se si resta delusi si può tornare alla bici originale senza nessun problema.

Visto il successo della sua proposta commerciale nel 2006 Cruzbike ha lanciato i primi modelli "completi" di reclinate FWD, utilizzando dei telai di mtb biammortizzata leggermente modificati, mossa decisiva nel tenere bassi i costi di produzione e quindi il prezzo finale.
Il modello base è Freerider, alluminio biammortizzato 8 rapporti destinato ad un pubblico che utilizza la bici per brevi spostamenti quotidiani e qualche passeggiata domenicale; Sofrider, 16 velocità sempre full suspended, viene incontro invece a ciclisti più esigenti.
L'ultima nata in casa Cruzbike è Silvio, telaio reclinato con aspirazioni velocistiche, pensato per chi vuol passare dalla bici da strada alla reclinata riportando tutta la componentistica: Cruzbike commercializza solo il telaio, progettato per ruote da 28", lasciando all'acquirente l'onere della scelta degli allestimenti. I costi di Silvio, essendo un telaio realizzato completamente ex novo, sono nella media di quelli di altri modelli di reclinate, per cui in questo contesto non se ne parlerà ulteriormente.
Vediamo quindi più in dettaglio le caratteristiche delle altre proposte di Cruzbike.

KIT DI CONVERSIONE

Il kit viene venduto sul sito a 258 euro + spese di spedizione + IVA e spese doganali. Purtroppo in Italia non ci sono distributori di questo marchio per cui bisogna farselo mandare direttamente dagli USA con costi piuttosto elevati; nel complesso la spesa complessiva arriverebbe a circa 400 euro, un prezzo comunque abbordabile. Il kit ha un peso complessivo di circa 4,5 kg.
E' questo forse l'anello mancante che può servire ad attirare molte persone verso le biciclette reclinate: l'ostacolo dei prezzi alti a fatto sì che finora il target di pubblico al quale si sono rivolti i produttori è quello di chi è disposto a spendere cifre molto più alte, un segmento di pubblico proprio per questo molto conservatore. Un prezzo del genere invece può essere interessante anche per molte persone che utilizzano la bicicletta in maniera meno esasperata e che apprezzerebbero moltissimo la possibilità di evitare tutti gli inconvenienti legati alla postura da tenere sulle bici tradizionali.
Le caratteristiche della reclinata che si ottiene dal kit di conversione dipendono dalle caratteristiche della "bici donatrice" come la chiamano in Cruzbike. Sul sito di possono trovare dei consigli sulla scelta di tale bicicletta.
Questa dovrà avere obbligatoriamente: un piantone dello sterzo di 22.2 mm di diametro; forcella anteriore standard (non quelle stile motocicletta che sono troppo larghe); agganci per il sellino di tipo tradizionale (quelli che trovate sotto quasi tutti i sellini delle bici di concezione un po' moderna, che si agganciano su quei due binari di metallo che consentono di regolare l'avanzamento e l'inclinazione della sella).
Sono inoltre caldamente consigliati: V-brakes e non i freni center pull (quelli con il filo che forma una y rovesciata sopra i pattini per intenderci); ruote 26x1.5 o meglio 26x1.25, quindi ruote non troppo larghe che consentano una certa scorrevolezza; forcella anteriore allineata con il mozzo della ruota, non leggermente spostata indietro come la maggior parte delle forcelle; telaio da 17" (circa 44 cm) per tenere il centro di gravità del mezzo il più basso possibile; guarnitura e pedivelle in alluminio, più leggere di quelle in acciaio, in modo da ridurre il peso del "triangolo frontale" e da garantire una migliore risposta dello sterzo; barra orizzontale della bicicletta il più bassa possibile.
Il kit è venduto insieme al manuale di istruzioni per il montaggio (in inglese). Potete fare il lavoro a casa vostra oppure portare tutto da un meccanico, che comunque è meglio che controlli anche il risultato finale del lavoro eventualmente fatto da voi.
Sul sito di Cruzbike ci sono dei forum di discussione dove si possono trovare tante risposte ai problemi che si possono incontrare nella trasformazione della bicicletta.
Il kit è stato progettato pensando alla trasformazione di una mtb con tealio a y biammortizzato, ma si può anche adattare a biciclette da donna o con sola sospensione anteriore. Chiaramente in questi casi si avrà un aumento delle sollecitazioni sul sedile. Nelle bici completamente rigide è facile che in caso di irregolarità marcate del fondo stradale la ruota anteriore, motrice, perda aderenza.
Si può provare, a detta del produttore, anche su mountain bike non ammortizzate con la barra trasversale alta, a patto che l'angolo che unisce il baricentro del ciclista con il punto di appoggio della ruota anteriore a terra sia inferiore ai 60°.

FREERIDER-SOFRIDER

Per Freerider e Sofrider invece si va dai 604 euro di Freerider versione 1 ai 767 euro di Sofrider versione 2: entrambi i modelli hanno una seconda versione, messa a punto in seguito ai feedback dei clienti, che ha un baricentro più basso, un passo più lungo di circa 2 cm, adotta coperture da 100 psi invece dei precedenti 65 consentendo velocità più elevate, una migliore componentistica; per Sofrider il passaggio dalla prima alla seconda versione ha significato anche l'adozione della doppia guarnitura contro la singola della prima versione. Il costo totale comprendente iva, dogana e spese di spedizione arriva a circa 1000 euro. Come si vede anche se si tratta di costi ancora piuttosto alti, se si è disposti a pagare il surplus di innegabile comodità che offre la posizione reclinata, la differenza di prezzo con modelli tradizionali di pari allestimento è sicuramente accettabile. Entrambi i modelli sono in alluminio full suspended con ruote 26". L'interferenza delle sospensioni sulla pedalata è insignificante, dato che tutta la potenza si scarica sulla parte anteriore del telaio. Entrambi montano un pacco pignoni 8 velocità 11-32 denti, Sofrider ha una guarnitura doppia 52-39 denti Truvativ, Freerider una singola 44 denti con pedivelle di 155 mm invece dei canonici 172 per consentire pedalate più agili. Il cambio è un Microshift.
Freerider ha uno sterzo meno diretto, avendo il manubrio inserito sulla barra che va dalla parte anteriore del telaio al movimento centrale,che facilita il controllo dello sterzo durante la pedalata (una delle difficoltà nei modelli FWD è che la spinta sul pedale, se non si è abituati, fa deviare la bicicletta per cui bisogna contrastare questa tendenza imprimendo una forza uguale e contraria sul manubrio). Sofrider invece ha il manubrio inserito direttamente sopra la forcella anteriore; questo comporta qualche difficoltà in più nel controllo dello sterzo per i principianti ma garantisce maggior precisione nelle curve, soprattutto a velocità elevate.
La posizione del sedile consente un certo grado di regolazione, sia per quanto riguarda l'avanzamento/arretramento, sia per quanto riguarda l'inclinazione dello schienale, fondamentale per poter scegliere la giusta combinazione tra livello di comodità e di coefficiente di penetrazione aerodinamico.

CONSIDERAZIONI

Prima pedalata su una cruzbike
La geometria di questi modelli (così come quella di una mtb biammortizzata convertita con il kit) consente una posizione del ciclista molto eretta, garantendo anche ai principianti una sufficiente sensazione di sicurezza, cosa fondamentale per potersi dedicare ad apprendere la coordinazione necessaria, il che non richiede più di qualche minuto come potete vedere qui.
La trazione anteriore elimina uno dei maggiori problemi che si pone a chi cominci a pedalare su una bicicletta reclinata: quello di essere costretti a tenere le braccia completamente rilassate anche durante le partenze o su salite impegnative. Di solito in queste situazioni su una bicicletta normale alla spinta sui pedali si accompagna una trazione delle braccia sul manubrio. Si tratta di un gesto che su una reclinata RWD fa perdere l'equilibrio per cui non è assolutamente da compiere. Alla lunga il rilassamento di tronco e spalle in posizione reclinata è una delle cose che si apprezza di più, ma all'inizio imparare a far andar le gambe facendo riposare le braccia richiede una concentrazione da monaci zen.
Sulle reclinate FWD questo gesto non solo è possibile ma secondo Cruzbike anche utile sulle salite: tirando sul manubrio dalla parte del piede di spinta si avvicina il pedale al bacino aumentando in questo modo l'efficienza della pedalata. Questa quanto meno è l'ipotesi riportata sul sito di cruzbike, sulla quale si possono nutrire tutti i dubbi di questo mondo: in realtà tirare sul manubrio può servire semplicemente per non far sterzare la ruota anteriore in seguito alla spinta sul pedale, cosa non necessaria su una reclinata RWD dove al contrario si crea una specie di pressa tra sedile e pedale nella quale il ciclista si trova praticamente incastrato senza bisogno di fare niente con le braccia. Fatto sta che il gesto in questione non crea nessun tipo di problema di equilibrio e questo aiuta molto i principianti. Va detto che le esperienze degli utilizzatori confermano l'ipotesi del costruttore.

Un secondo vantaggio che si apprezza con il tempo e con la pratica è la possibilità di andare senza mani: chi adopera queste biciclette riporta di pedalate a 30 km all'ora a mani completamente libere, magari impegnate a fare qualche scatto fotografico (ovviamente con un occhio sempre alla strada) o a mangiare un boccone, controllando la direzione del mezzo solo con i piedi anche nelle curve più impegnative. Questo dà un senso di grande libertà e rimanda un po' all'altra grande reclinata fwd ora in pensione: l'olandese flevobike che praticamente non aveva nemmeno il manubrio.
Partenza da fermi senza mani

Tra i limiti da ricordare c'è sicuramente quello del problema della tenuta di strada in salita: la trazione anteriore ha sempre qualche problema di aderenza quando la pendenza si fa notevole. Dal forum ospitato sul sito di Cruzbike sembra che per questi modelli i problemi emergano con pendenze superiori all'8% per le partenze, mentre con la bici già in movimento si superano pendenze fino al 19%, quindi si tratta sicuramente di una limite relativo e che può interessare solo una fascia ristretta di ciclisti in qualche situazione particolare.
Come tutte le bent a trazione anteriore, la spinta sui pedali può comportare l'inconveniente di un avanzamento a zig zag. E' un problema che si supera con il condizionamento ma per ridurlo chi è alle prime armi bilancia la tendenza a deviare della ruota anteriore imprimendo una spinta uguale e contraria con il manubrio. Per questo per i principianti è consigliabile adottare il manubrio che si monta sul triangolo frontale, non quello direttamente collegato alla forcella anteriore, che ha una leva molto più svantaggiosa, anche se è più preciso. Un altro limite è forse l'estetica: a prima vista sembra una cosa "strana" anche a chi è abituato alle reclinate. Ma i produttori sostengono che abbia un aspetto molto "cool".