TREVI BIKE
Gennaio 2009
Ditta di Carmagnola (Torino) che prende il nome dal suo proprietario Tiberio Trevisan, appassionato costruttore di recumbent. Probabilmente il primo in Italia che nel 2002 ha avuto il coraggio di lanciarsi su un mercato allora inesistente. L’impostazione della ditta è molto orientata verso l’ampliamento dell’offerta per quello che riguarda le geometrie delle biciclette. La commercializzazione viene effettuata dalla stessa ditta, secondo una filosofia ispirata fondamentalmente a due principi: quello più nobile dell'importanza del rapporto diretto con l'utilizzatore finale per poterne soddisfare appieno le esigenze e quello più prosaico di contenere quanto più possibile i costi al dettaglio. A parte la stessa Trevi, non ci sono altri punti vendita per questo marchio.
Le reclinate Trevibike sono caratterizzate da una gamma molto ampia di geometrie, volte a soddisfare diverse esigenze: dal cicloturista per il quale la comodità è praticamente l’unica cosa che conta al “dannato basso e sdraiato” che vuole raggiungere velocità automobilistiche.
Il materiale utilizzato per i telai è l’acciaio. I sedili sono in fibra di vetro.
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La Galaxy F50. Si notino le due catene utilizzate per la trasmissione.
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Si parte dalla serie Galaxy (F14, F16, F50), reclinate caratterizzate da un telaio a sezione quadrata con sospensione posteriore e dalla doppia catena con rinvio. Sono le reclinate di questa casa che hanno incontrato maggior fortuna, con geometrie che le rendono ideali sia per un utilizzo quotidiano che per affrontare in tutta comodità lunghi spostamenti con pesanti zavorre al seguito.
Presentano un asse di 108 cm e pesi che variano dai 16 ai 18 kg.
La F14 e la F16 hanno due ruote da 20”, la F50 monta una ruota anteriore da 20” e una posteriore da 26”. Il cambio va da 18 a 24 velocità a seconda dei modelli. La seduta posta a 60 cm di altezza è leggermente più bassa (5cm) del movimento centrale nei modelli F14 e F16, mentre per quanto riguarda la F50 movimento centrale e sedile si trovano entrambi a 60 cm da terra, il che forse si traduce in una seppur lieve maggiore facilità di utilizzo per persone che hanno poca confidenza con questi mezzi.
Procedendo nelle offerte di Trevibike troviamo tre modelli a trazione anteriore a pedalata solidale con il ciclista: Dragon CTZ, Strathos e Anthares.
L’interasse è di 101 cm per Strathos e Anthares. La Dragon ha un passo di 109 cm.
Le ruote montate sono da 24” (Strathos) o da 20” (Anthares e Dragon). Il cambio è per tutti e tre i modelli uno SRAM dualdrive 27V (composto da un pacco pignoni a 9V e da un cambio interno al mozzo a 3V), i freni sono meccanici a disco.
Le altezze delle sedute in questi modelli calano anche vistosamente rispetto alla serie Galaxy: si va dai 50 cm della Strathos ai 22 cm della Dragon CTZ, passando per i 45 cm della Anthares. La differenza di altezza tra movimento centrale e seduta è molto maggiore che nella serie Galaxy, aggirandosi intorno ai 20 cm per i primi due modelli e arrivando a oltre 30 cm per la Dragon CTZ.
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La Dragon CTZ, low racer estremo.
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Il vantaggio principale della trazione anteriore consiste nella minore dispersione della potenza dai pedali alla ruota motrice e dalla possibilità di abbassare la seduta a poco più di un pelo dal fondo stradale. Lo svantaggio è rappresentato dalla possibilità di perdere aderenza nelle salite.
Alla Trevibike sono anche disponibili tre modelli a trazione posteriore senza sospensioni. Rispetto alla serie Galaxy presentano telai in acciaio a sezione circolare e utilizzano un’unica catena che viene tenuta in tensione per mezzo di una o due carrucole poste lungo il suo percorso.
Si tratta di Sinthesis, Predator e Zephir.
La prima è un modello “entry level”. Ha le caratteristiche di un hi racer con ruote da 20/26”, passo di 108 cm , seduta e movimento centrale rispettivamente a 55 e 64 cm di altezza. Monta un cambio a 8 rapporti e freni a disco meccanici. Viene proposta a un prezzo di 990 €.
La Predator è di fatto un low racer 26/20 con freni a disco meccanici, cambio 27V SRAM Dualdrive. Interasse di 119 cm, movimento centrale a 61 cm e sedile a 39. Molto pesante (18 kg) per essere una bici che sembra voler puntare alla velocità.
La Zephir invece presenta un peso più contenuto (13.7 kg), ha una geometria da low racer 20/20, con seduta a 40 cm e movimento centrale a 68, interasse di 102 cm. Cambio SRAM dualdrive 27V e freni a disco meccanici.
Ad arricchire la gamma Trevibike anche due trike a delta, Prometeo e Sirio, entrambi a trazione anteriore.
Oltre a questa vasta gamma di geometrie, presso la ditta di Torino è anche disponibile una serie di optional prodotti direttamente in casa come borse da viaggio e portapacchi con i quali accentuare le propensioni da randonneur di queste biciclette.
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LA ZEPHIR, LOW RACER PER INTENDITORI
Di seguito una recensione di Enrico Mauletti su quella che fino a Natale (giorni nei quali Trevisan se ne è uscito con una nuova "invenzione", la Shadow) era l'ultima nata in casa Trevi, la Zephir:
Solleticato da Tiberio, un paio di note sulla sua ultima nata.
La prima cosa che colpisce è la sua dimensione contenuta, così ridotta da essere portati a chiedersi: “… ma ci starò lì sopra ?!?”. Poi quando ci si sale sopra ci si rende immediatamente conto che tutto è al posto giusto e non ci si sente per nulla “costretti”.
L’altezza dei pedali rispetto alla seduta mi è sembrata meno esasperatamente sportiva rispetto alla Dragon.
Il sedile è significativamente più inclinato rispetto alla normale produzione Trevi, ma l’uso del modello da trike (con le alette laterali) fa sentire proprio comodi e nella giusta posizione per spingere con decisione sui pedali.
Tiberio ha l’abitudine di fare telai con l’angolo dello sterzo alquanto diritto, rendendo le sue bent un po’ “nervosette” al primo impatto, dopo poco però si apprezza questa scelta per la reattività che si ottiene.
La Zephir è, fortunatamente, il risultato della combinazione di angolo sterzo e off-set forcella tali da renderla un po’ meno nervosa … “fortunatamente” perché l’adozione di un manubrio “a timone”, che comporta una posizione più raccolta delle braccia (che favorisce l’aerodinamica) , richiede un po’ di tempo per sentirsi a proprio agio a causa del diminuito leveraggio per agire sullo sterzo.
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La Zephir, con la sua seduta avvolgente per garantire al contempo comodità ed efficenza nella spinta.
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Uno dei punti forti della Zephir sono le ruote: la sezione sottile non solo “slancia” il mezzo trasmettendo subito l’impressione che si ha di fronte una bici fatta per correre, ma queste ruote sono assolutamente ad alto scorrimento! Il piccolo diametro rende la bent decisamente propensa allo scatto. Di contro richiedono un po’ di attenzione perché su fondi stradali non molto puliti si potrebbe rischiare di avere delle spiacevoli sorprese.
Il telaio ha dei punti alquanto originali:
- La forcella anteriore in alluminio predisposta per il freno a disco
- Il telaio in acciaio forato come un flauto, per cercare di tirare via ancora qualche grammo
- La soluzione di supporto della ruota posteriore che utilizza una forcella anteriore della Dragon con un rinforzo di irrigidimento asimmetrico (solo dal lato della catena).
La trasmissione (purtroppo non anteriore … a me piacciono le FWD!) comporta un percorso della catena con pochissime “curve” a favore di un buon rendimento complessivo; il dual-drive nel mozzo posteriore semplifica la parte anteriore evitando l’adozione di una tripla e relativo deragliatore oltre ad abbassare ancora un po’ il baricentro.
Il risultato finale è decisamente accattivante, a mio modesto parere la migliore low-racer della produzione della Trevi-bike; certo non è una bent per tutti e per tutte le strade.
- “Non per tutti” perché è nata per correre ed è destinata a chi la intende utilizzare prevalentemente per questo scopo;
- “Non per tutte le strade” va interpretato in questo modo: dipende da quanto ci si sente a proprio agio seduti abbastanza in basso sulle strade nazionali; certo che sulle ciclostrade dei paesi nordici sarebbe sicuramente da elencare nei best-seller.
Le low-racer rappresentano storicamente la vera essenza dei mezzi da corsa a propulsione muscolare, anche se mezzi con altezze di seduta meno esasperate sono più versatili e quindi più adattabili alle nostre strade.
Premesso questo, penso che la Zephir sia un ottimo esempio di low-racer compatta che assolutamente non sfigura in quanto a scelte progettuali rispetto a modelli di marchi più blasonati.
In tre aggettivi:
- Essenziale
- Veloce
- Comoda / ergonomica
… adesso mi chiedo cos’altro elaborerà la mente vulcanica di Tiberio, che in questo momento dice che questa sarà l’ultima … ma io stento decisamente a crederlo!
Enrico Mauletti.
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TREVI BIKE: SPECIFICHE MODELLI
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| Modello |
F14 |
F16 |
F50 |
Strathos |
Anthares |
Dragon |
Sinthesys |
Zephir |
Predator |
| Ruote |
20" |
26/20" |
24" |
20" |
26/20" |
20" |
20" |
| Trazione |
RWD |
FWD |
RWD |
| Sospensioni |
ant+post coil spring |
no |
| Cambio |
21 V |
24 v |
18 v |
Dualdrive 27V |
8 V |
Dualdrive 27V |
| Alt. pedali |
65 cm |
60 cm |
71 cm |
65 cm |
55 cm |
64 cm |
68 |
61 cm |
| Alt. seduta |
60 cm |
50 cm |
45 cm |
22 cm |
55 cm |
40 cm |
39 cm |
| Passo |
108 cm |
101 cm |
109 cm |
108 cm |
102 cm |
119 cm |
| Peso |
17 kg |
16 kg |
18 kg |
16 kg |
15 kg |
13 kg |
15 kg |
13.7 kg |
18 kg |
| Prezzo |
1.890 € |
2.240 € |
1.950 € |
1.790 € |
1.650 € |
1.690 € |
990 € |
1.840 € |
1.830 € |
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